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Certificazione Cosmetica Halal: come si sceglie l’ente giusto?

Per quanto l’accostamento “cosmetica” e “Halal” non sia qualcosa di familiare e scontato per molti, nel mondo dell’imprenditoria presente e futura quest’accoppiata rappresenta un’opportunità vincente, che non si può ignorare quando si è interessati a un business di successo.

Ma lasciamo parlare i dati: GlobeNewswire, l’importante sussidiaria per i comunicati stampa del Nasdaq, riporta che il valore del mercato cosmetico Halal attualmente si aggira attorno ai 26 miliardi di dollari, con una crescita che si stima farà lievitare il suo valore entro il 2029 fino a più di 86 miliardi di dollari.

Numeri non indifferenti, che hanno un potenziale di crescita anche più elevato se si considera l’ampliamento del bacino d’utenza; il centro di ricerca statunitense Pew Researh, infatti, riporta una statistica interessante legata all’aumento di musulmani nel mondo, che ad oggi rappresentano circa il 23% della popolazione mondiale, stimando che nei prossimi trent’anni passeranno da 1 miliardo e 800 milioni a 2 miliardi e 200 milioni.

Se poi, oltre al tasso di natalità, si considera anche l’aumento di adesioni alla religione musulmana, il numero è destinato a crescere ulteriormente in modi attualmente impensabili, tenendo conto che ad ora l’Islàm è la religione col ritmo di crescita più elevato, considerando le stime che la annoverano come religione più diffusa al mondo entro il 2070. (https://www.corriere.it/esteri/17_marzo_02/islam-prima-religione-2070-40-anni-crescita-73percento-e83936e8-ff1d-11e6-9d9a-77b6de6db49f.shtml)

In questo discorso, la certificazione Halal si inserisce come opportunità di penetrazione di un mercato destinato a crescere esponenzialmente nel prossimo futuro, poiché all’aumentare dei consumatori crescerà la domanda di prodotti garantiti Halal in modo sicuro e controllato.

Tuttavia, ciò che rappresenta una minaccia per chiunque voglia lanciarsi in questo business nuovo e promettente è l’inesperienza, su cui fanno leva enti inaffidabili che, attratti dai soldi facili che si possono fare vendendo una certificazione fittizia, tendono a raggirare gli imprenditori che desiderano scoprire questo mercato e tutte le sue potenzialità, limitando le loro concrete possibilità di espansione con certificati non riconosciuti e di scarsa o di dubbia validità.

Di fronte a questo fenomeno, WHA ritiene indispensabile mettere in guardia le aziende sui potenziali pericoli, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per poter valutare l’affidabilità del partner con cui intendono stringere una collaborazione.

Per evitare di restare intrappolati nelle chiacchiere da imbonitori, è necessario prestare attenzione a questi semplici dettagli che un ente di certificazione deve avere se vuole rilasciare una certificazione valida e riconosciuta dal mercato:

  • Possedere accreditamenti presso gli organi di normazione riconosciuti a livello internazionale.

Molti enti di certificazione vantano riconoscimenti che non hanno, oppure accessi a mercati nei quali le autorità di riferimento non riconoscono il loro ente, limite che cercano di aggirare appoggiandosi a enti terzi creando una collaborazione sottobanco per presentarsi ai clienti come in grado di fornire una certificazione valida per una determinata destinazione; questa manovra mette a rischio tanto i riconoscimenti del collaboratore, che potrebbe esserne privato, quanto il potenziale di espansione dei loro clienti, che potrebbe subire una brusca battuta d’arresto nel momento in cui l’ente di certificazione viene sanzionato

  • Condurre un iter di valutazione, tanto dei documenti dell’azienda che dei loro stabilimenti e delle linee di produzione.

La certificazione Halal sul piano tecnico deve comportarsi come una certificazione di qualità, non può fare a meno dunque di svolgere una serie di perizie concrete, senza le quali non è possibile confermare o smentire l’idoneità dei prodotti in base agli standard Halal di riferimento

  • Svolgere una revisione delle analisi, attraverso un comitato per la certificazione che esamina il rapporto degli auditor e ne valuta la conformità agli standard di riferimento.

Senza questo passaggio, non esiste alcuna prova del fatto che i risultati dell’iter di valutazione siano rispettosi delle norme tecniche in vigore prodotti dagli enti di accreditamento

In questo settore, molti enti cercano di ammaliare gli imprenditori promettendo certificazioni a tempo zero, con costi irrisori e senza nessun problema di controllo, il tutto presentandolo come perfettamente valido in ogni angolo del globo.

Tuttavia, queste promesse non sono nulla se non accompagnate da adeguate informazioni tecniche circa il valore della propria certificazione; un ente autorevole, a differenza di uno inaffidabile, metterà sempre in mostra i propri accreditamenti, produrrà qualunque documento di prova richiesto per informare il proprio cliente circa le possibilità effettive di penetrazione di un mercato specifico che il suo servizio può consentire, e non vi dirà mai che potete rinunciare alle analisi documentali e dei siti di produzione, perché vorrebbe dire che non sta erogando alcun servizio.

In base a questo, se sei interessato a una certificazione Halal che può concretamente darti possibilità di penetrazione in questo mercato in forte espansione, non accontentarti dell’apparenza, chiedi sempre conto al tuo ente di certificazione per quanto riguarda le seguenti informazioni:

  • Accreditamenti: constatabili attraverso documenti appositi e presenza verificabile sui siti degli enti di accreditamento
  • Processo tecnico: basato sugli standard Halal di riferimento, che deve necessariamente contemplare un’analisi documentale e dei siti di produzione
  • Trasparenza: non è solo una qualità etica, è anche un dovere nei confronti del proprio partner.

Un ente di certificazione che non consente al cliente di vedere chiaramente come funzionano le certificazioni Halal, è un’organizzazione che trae vantaggio dalla sua scarsa o confusa conoscenza di questo mercato, degli standard di riferimento e di come funziona il processo di analisi e validazione

In Europa sono molto pochi gli enti di certificazione adeguatamente accreditati per consentire, nel ramo cosmetico, un’internazionalizzazione dei prodotti che permetta di penetrare i più ricchi ed esigenti mercati Halal, come Paesi del Golfo e Sudest asiatico, e in Italia solo WHA ha tutti gli accreditamenti necessari per andare oltre i confini nazionali con la garanzia di non avere mai problemi a trovare mercato, sia in termini di consumatori che di distributori.

Se sei parte di un’azienda che sta considerando l’idea di espandere il proprio business nel mercato Halal, richiedi maggiori informazioni compilando il form qui sotto.

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