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La patente del cibo proposta da USB: un’opportunità di svolta etica e qualitativa per tutti gli italiani

Martedì 16 giugno, il sindacalista dell’USB Aboubakar Soumahoro si è simbolicamente incatenato sotto Villa Pamphilj, a Roma, luogo prescelto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la riunione degli Stati generali dell’economia, che coinvolgono oltre al governo anche sindacati, associazioni di categoria e altre istituzioni internazionali.

Dopo otto ore di presidio, Soumahoro è stato ricevuto dal Premier in compagnia dei ministri del Lavoro e dell’Economia, Catalfo e Gualtieri.

L’incontro, di breve durata, ha permesso al sindacalista di presentare tre richieste specifiche al governo: un piano nazionale emergenza lavoro, per “tutelare tutti coloro i quali rischiano di perdere il lavoro a causa di questa pandemia”, una riforma della filiera agricola, “con l’adozione di una patente del cibo, per consentire alle persone un cibo eticamente sano”, e una forte modifica delle politiche migratorie, per “regolarizzare tutti gli invisibili”.

Come ente che fa degli elevati standard qualitativi ed etici il suo perché, WHA ritiene che la questione abbia una serie di risvolti sociali estremamente importanti, su cui vale la pena sensibilizzare la cittadinanza a prescindere dallo schieramento ideologico.

Questo è un tema che va al di là di qualunque parte politica, un tema che presenta forti interessi sia per le forze di destra che di sinistra; su questo argomento ci sono esigenze legate a tutti i tipi di battaglie, il riconoscimento dei diritti, la sicurezza, la lotta alla povertà, alla mafia, il desiderio di ristabilire legalità e ridare dignità alle persone.

WHA considera questa prospettiva, fare l’interesse dell’intera società senza alcun limite di posizione politica, al di sopra delle parti, come obbiettivo di grande valore, in linea con i suoi princìpi.

Il discorso etico

Oggi siamo così immersi in questa mentalità da tifoseria politica, che ci dimentichiamo di guardare a quello che succede con umanità e compassione, e talvolta anche con il minimo di intelligenza che serve per capire quali possano essere davvero le soluzioni più efficaci.

Queste considerazioni sono di carattere pratico, non ideologico, ogni cittadino dovrebbe capirlo, e realizzare che l’impatto di certe vicende nella sua vita personale sia molto più forte di quello che tende a vedere.

Quali sarebbero i vantaggi per i cittadini?

Sicuramente tutti quelli già citati, a partire dal contrasto all’evasione fiscale, problema sempre caldo in territorio italiano e che interessa i conti pubblici, quindi per eccellenza qualcosa che si ripercuote sulle tasche di tutti; dopodiché, è ovvio far notare come un aumento del gettito dato dalla regolarizzazione di questi individui, intrappolati nell’economia sommersa, porti di conseguenza a una riduzione del giro di affari del crimine organizzato.

Inoltre, certi provvedimenti politici talvolta portano con sé anche delle risposte a domande di mercato: abbiamo assistito negli ultimi anni ad un aumento dell’interesse dei consumatori verso prodotti Bio ad esempio, segno che l’esigenza di garanzie qualitative sul cibo e la relativa filiera di produzione stia acquisendo sempre più importanza per le persone, nonostante la scarsa cultura a riguardo renda il loro orientarsi ancora poco consapevole, e dunque scarsamente incisivo.

Questo interesse è più di un semplice fenomeno di moda?

La crescita di questa ed altre mode simili, come anche il commercio equo e solidale, è un segnale molto forte che si manifesta all’interno del mercato, e può ripercuotersi sulla politica più di quanto non si creda: anche se ancora in forma immatura e poco consapevole, queste tendenze riflettono una ricerca di standard qualitativi migliori nei prodotti che consumano e nelle relative filiere, anche sul piano etico, e questo è un circolo virtuoso che qualunque classe politica, a prescindere dallo schieramento, dovrebbe incoraggiare e sostenere per la crescita del proprio Paese.

L’esigenza primaria di legalità, tema di vitale importanza per tutti gli italiani, si può infatti soddisfare proprio con questo processo; quello che si deve capire è che per esigere un rigoroso rispetto delle regole, bisogna anche mettere le persone nelle condizioni di farlo.

È pertanto un guadagno per lo Stato e l’intera collettività se da lavoratore in nero, spesso e mal volentieri clandestino, si trasformasse ogni singolo bracciante in una risorsa umana messa in regola e tassata.

Bisogna essere realisti, e considerare che la mancanza di manodopera in determinati settori sia un problema concreto, non si può fingere che non esista. Così come va riconosciuto che nessun cittadino italiano accetterebbe un mestiere in cui i suoi diritti non sono tutelati, ragion per cui è prioritario assicurare il rispetto della legalità nei confronti di quella posizione lavorativa, di quell’occupazione, a prescindere da chi potrebbe ricoprirla.

E dal momento che all’Italia piace considerarsi un Paese civile, progredito e moderno, non è possibile ignorare i soprusi, lo schiavismo e l’immoralità laddove si manifesta sul suo territorio. Questo problema arriva a toccare tutti in modi diversi, migranti e residenti, indebolendo la nazione e logorando l’economia.

Ma cosa c’entra l’Halal in questo discorso?

L’Halal è un criterio che si declina sulla condotta delle persone: è dunque un concetto rilevante sul piano etico, e si può utilizzare in modo piuttosto semplice come strumento per discernere cosa è rispettoso di certi valori morali e cosa no.

Ricercare l’Halal certificato è sinonimo di ricerca di alti standard qualitativi ed etici, e si ha una garanzia non solo del rispetto di tutte le norme necessarie a testimoniare la genuinità e salubrità di un prodotto, ma anche della correttezza, equità e legalità di tutte le fasi di produzione e gli elementi che le compongono, incluse le risorse umane.

Per WHA, autorità di Certificazioni Halal accreditata a livello mondiale, l’idea di una patente del cibo, con le caratteristiche proposte, è un’idea vincente per l’Italia, per la sua economia, è in linea con gli standard etici della Certificazione Halal di WHA che l’organizzazione promuove, e il suo augurio è che l’attuale classe politica abbia il coraggio e la lungimiranza di realizzarla, per essere un passo più avanti nella ripresa e nel miglioramento della società e delle condizioni di mercato.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci telefonicamente al numero +39 02 36587564 o inviandoci un e-mail all’indirizzo info@wha-halal.org

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